La prima tappa del cambiamento è sempre l'euforia. La voglia del diverso, di nuove emozioni, sensazioni, conoscenze ed esperienze. La routine non aiuta, purtroppo. Bisogna mettersi d'impegno per modificare, giorno dopo giorno, piccoli momenti di vita. Così ho deciso di rendermi attiva per me stessa, cambiando concretamente qualcosa: a iniziare dall'arredamento dell'appartamento in centro a Milano in cui vivo, fino allo stile di vita. La mia Mini color panna è stata appena venduta a un amante della strada: non ho mai sopportato i parcheggi inesistenti nel pieno centro della città, le lunghe code ai semafori sempre costantemente rossi, la fumeria delle macchine e il rumore dei mezzi pubblici pesanti. Tutto questo loro vagare tra quattro mura mi dà l'impressione di complusivo: fare le cose perché vanno fatte, devono essere fatte, oppure va tutto male. Imparate a vivere la vita! E' decisamente meglio rimanere al parco, o camminare per qualche spiaggia deserta.. Insomma, questa Milano mi sta scocciando. Ho bisogno di sole, di tepore. Non di grigio, freddo e cielo che sgocciola. Rinnoverò il salone. Una parete nera con stampe neo barocche, divano bianco minimale e un paio di mobili. Niente di impegnativo, insomma..
Il mio vicino di casa negli ultimi giorni è un po' troppo insistente. Osserva ciò che faccio, come mi vesto, dove vado. Strano, dal momento che è sempre stato preso dalla gallina al piano di sopra. Quella che si crede una diva solo perché vende Armani.. se ti può far piacere, io disegnavo Fendi e non me la sono mai creduta. Adesso che non sono più "qualcuno", la mia vita sociale sta prendendo una piega diversa. Niente più colleghe che ti invitano agli aperitivi, niente più riunioni in cui le tue idee vengono zittite per il business, niente più omaggi, viaggi di lavoro in mezzo alla bella gente. Forse preferivo prima, quando, pur rifiutando, le offerte fioccavano. Ecco, questo è un altro pezzo di vita da modificare: che io lo tenessi come prima o che lo rigirassi come preferisco, sicuramente andrebbe meglio rispetto ad ora. Diceva bene quel detto.. chi lascia la vecchia via per quella nuova, sa quello che perde ma non quello che trova..
Buona serata,
AW
Questa sono io
Diciannove anni, mille passioni da seguire, sempre in movimento.
Frequento il primo anno di Scienze della Formazione a Bologna, amo scrivere, leggere, nuotare, stare con i bambini.
Alcuni temi mi interessano più di altri: antimafia, anoressia e lotta ai DCA, volontariato, pallacanestro, lavoro e futuro.
Qui scrivo ciò che penso, spero di ricevere tanti feedback, condivisioni, letture. Se un post vi piace, condividetelo su Facebook!
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17/06/11
26/05/11
Neoclassico. Perchè il mondo vuole essere una bambola
Non è tutto oro quel che luccica.. potrebbe essere un diamante.
Buonasera mondo, mi scuso per la prolungata assenza, ma AW ha avuto da fare.
Ci sono tante ragioni per essere una bambola. Lusso sfrenato, uomini, soldi, fama, successo, vestiti, gioielli, macchine.. una lista che potrebbe non finire mai. In questo mondo, quello della moda, dei soldi e del successo, poco importa chi tu sia; l'importante è ciò che fai, ciò che dici, ciò che indossi. Ogni cosa, indirettamente, parla di te, per questo motivo non puoi assolutamente permetterti di sbagliare, o rischi di esserne fuori.
La vita bella e facile è un'ambizione di molti, i più dei quali non sanno le conseguenze di questa; credono che sia semplice accettare le imposizioni della moda, che sia semplice lasciarsi alle spalle tutto ciò che potrebbe comprometterti il domani. La maggior parte delle donne sogna di correre su tacchi dieci con un soprabito e un'amabile borsa di Chanel sulla quinta strada di NYC, reggendo un bicchiere di Starbucks mentre si accenna a un taxi di accostare.
E' vero: ogni cosa a pro e contro. Solo che qui i contro non li dicono, a nessuno interessano.
Che vuoi che ti dica? Ti piace essere vestita e svestita con abiti scelti da altri? Ascoltare musica di cui faresti anche a meno? E osservare le vetrine sugli Champs Eliséé con una carta di credito in mano? Nella vita non devi fare la donna, devi fare la bambola. E io non sono una bambola. Sono vera.
Non è tutto oro quel che luccica...
Alla prossima, AW
Buonasera mondo, mi scuso per la prolungata assenza, ma AW ha avuto da fare.
Ci sono tante ragioni per essere una bambola. Lusso sfrenato, uomini, soldi, fama, successo, vestiti, gioielli, macchine.. una lista che potrebbe non finire mai. In questo mondo, quello della moda, dei soldi e del successo, poco importa chi tu sia; l'importante è ciò che fai, ciò che dici, ciò che indossi. Ogni cosa, indirettamente, parla di te, per questo motivo non puoi assolutamente permetterti di sbagliare, o rischi di esserne fuori.
La vita bella e facile è un'ambizione di molti, i più dei quali non sanno le conseguenze di questa; credono che sia semplice accettare le imposizioni della moda, che sia semplice lasciarsi alle spalle tutto ciò che potrebbe comprometterti il domani. La maggior parte delle donne sogna di correre su tacchi dieci con un soprabito e un'amabile borsa di Chanel sulla quinta strada di NYC, reggendo un bicchiere di Starbucks mentre si accenna a un taxi di accostare.
E' vero: ogni cosa a pro e contro. Solo che qui i contro non li dicono, a nessuno interessano.
Che vuoi che ti dica? Ti piace essere vestita e svestita con abiti scelti da altri? Ascoltare musica di cui faresti anche a meno? E osservare le vetrine sugli Champs Eliséé con una carta di credito in mano? Nella vita non devi fare la donna, devi fare la bambola. E io non sono una bambola. Sono vera.
Non è tutto oro quel che luccica...
Alla prossima, AW
05/02/11
Neoclassico. La vita prima di oggi
La vita prima di oggi
Sono nata a San Francisco, CA, il 27 Luglio 1983. Ho passato infanzia e adolescenza tra l’oro fatto a persona, in un liceo in cui la perfezione era determinata dall’altezza del tacco delle tue scarpe. Ho sempre osservato con timore quel mondo, credendo di non esserne all’altezza, come dopotutto continuo a fare. La mia migliore amica, Grace, era una ragazza fantastica. Prima di diventare come tutte loro, come il resto della California. Negli anni ho capito che se c’è una cosa che non bisogna mai condividere con gli amici, è il lavoro, in cui c’è competizione, sfavorevole ai legami. Non sono mai stata una cattiva, né una falsa. Ciò che vedi è reale, per questo motivo il mondo si è stupito di me e qualcuno si è innamorato. Io e Zach, il mio primo ragazzo, siamo stati insieme tre anni e otto mesi. Era il perfetto figlio americano, con lo zaino solo su una spalla, il canestro in cortile e una tavola da surf appoggiata al muro. Poi però ci siamo lasciati, e al mare c’è andato da solo. Io sono rimasta qui, tra un armadietto, un corso di design, uno di giornalismo e la mia macchina, riflettendo sul fatto che mai e poi mai avrei permesso ai miei figli di essere l’ultimo anello della catena alimentare. Se soldi avessero potuto fare la felicità, i soldi avremmo cercato. Triste per la storia d’amore finita male, una sera mi misi un abito di seta, tacchi alti e un profumo da far girare la testa e andai al ballo d’istituto, dove incontrai Nick, un rampollo bellissimo, pieno di soldi e di donne. Grazie, Nick, per avermi mandato a Milano in cambio di una notte. Ricordati che ho ancora il tuo numero e potrei spuntare da un momento all’altro, Nicholas Richardons Clark.
Da oggi la mia esistenza cambia, signori.
Stamattina correrò tra il grigio e nebbioso cielo di Milano, cercando di dimenticare il passato e ancor di più ricordare come far nascere il domani.
Buona giornata, AW
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29/01/11
Neoclassico. Storia di una sfondata di soldi
Milano, 17 Gennaio 2011
"La signorina Annette Weidrins è richiesa urgentemente all'uscita 13 per imbarco immediato"
Ciao, mondo. Sono due anni che vivo in Italia e nessuno è ancora riuscito a pronunciare correttamente il mio nome. Non salirò su quell'aereo, perchè la mia vita sta per cambiare. Mi presento, per cominciare: sono Annette, ho 27 anni e un curriculum da spavento, un appartamento nel centro di Milano, un modello di Abercrombie come vicino di casa e troppe scarpe coi tacchi che mi fanno male. Ogni giovedì pomeriggio prendo l'aperitivo in piazza Duomo dopo aver accuratamente osservato l'arredamento di ogni boutique di via Montenapoleone e via Manzoni, dove Armani ha costruito l'albergo. Undici vetrine "Armani casa" non gli sarebbero bastate, e così ci piazzò pure i letti a ore. Lavoro nel secondo distretto di Fendi casa, a Milano, con il ruolo di terza stilista.
Anzi, lavoravo.
Disegnare case è la mia passione da sempre. C'è che disegna vestiti, chi gioca al dottore, alla maestra, chi con le bambole. Io disegnavo case. E' l'unica cosa che ho sempre saputo fare e che, soprattutto, amo fare. Arredare mi soddisfa. Peccato che per tutti questi anni sia stata inchiodata agli ordini della strega Victoria Amadine Layers, art dirctor di Fendi casa Milano. Il posto a cui ho asprato per tempo, mesi se non anni, che non verrà mai ceduto all'ultima disegnatrice arrivata. AD. Giuro che questa sigla, come è entrata, uscirà.
Ragazzine, rampolle, vi dico solo una cosa: il mondo della moda è una realtà crudele, dove non conta onestà, ne tantomeno amicizia. La prima regola?
Siate cattive come gli altri lo sono con voi e sfonderete alla grande.
Tante care cose, Milano Malpensa
AW
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